La questione israelo-palestinese!
Ritorno sulla questione qualche giorno dopo la pubblicazione del precedente post.
Metto sempre in discussione le mie convinzioni e vado ulteriormente a fondo. In questi giorni ho dunque rivisto nuovamente la storia, incrociando studi differenti e parlando con persone direttamente interessate alla questione per cultura ed appartenenza religiosa ad entrambi i popoli in causa.
Difficile restare neutrali, in fondo ci hanno insegnato che la verità sta da una parte o sta dall’altra e che quindi dobbiamo prendere una posizione. Badi bene che quando prendo una posizione non ho la presunzione di avere ragione ma è dalla mia ragione che prendo una posizione, sempre consapevole che nuovi o diversi elementi potrebbero cambiarne la convinzione.
E vengo al dunque. La storia è alquanto chiara e risale alla notte dei tempi. Per un fedele la posizione è netta ed intransigente. O sei nella ragione degli Ebrei di Palestina o sei nella ragione dei Musulmani di Palestina. Per un possibilista e pragmatico come me, entrano invece in gioco anche la natura umana e le sue debolezze.
Diciamo che nella storia, molto complicata, si sono presentate più occasioni per trovare un accordo. E diciamo che questo accordo è sempre stato più vantaggioso per la parte che per diverse ragioni e circostanze si è ritrovata ad essere allo stesso tempo, la più perseguitata nei secoli, ma la più forte a reagire per non essere annientata.
In conclusione, se il più forte, che combatte per gli stessi diritti dell’opponente, a vittoria conquistata presenta un compromesso o un accordo allo sconfitto che, pur non essendo il migliore degli accordi, non lede i diritti dell’uomo e promette una pacifica convivenza, perché non accettare da parte dello sconfitto mettendo da parte l’orgoglio?!
Così non è avvenuto, e fin quando non avverrà, si combatterà finché non ne resterà soltanto uno o nessuno!
