La Storia e La Realtà dei Fatti

La questione israelo-palestinese!

Ritorno sulla questione qualche giorno dopo la pubblicazione del precedente post.

Metto sempre in discussione le mie convinzioni e vado ulteriormente a fondo. In questi giorni ho dunque rivisto nuovamente la storia, incrociando studi differenti e parlando con persone direttamente interessate alla questione per cultura ed appartenenza religiosa ad entrambi i popoli in causa.

Difficile restare neutrali, in fondo ci hanno insegnato che la verità sta da una parte o sta dall’altra e che quindi dobbiamo prendere una posizione. Badi bene che quando prendo una posizione non ho la presunzione di avere ragione ma è dalla mia ragione che prendo una posizione, sempre consapevole che nuovi o diversi elementi potrebbero cambiarne la convinzione.

E vengo al dunque. La storia è alquanto chiara e risale alla notte dei tempi. Per un fedele la posizione è netta ed intransigente. O sei nella ragione degli Ebrei di Palestina o sei nella ragione dei Musulmani di Palestina. Per un possibilista e pragmatico come me, entrano invece in gioco anche la natura umana e le sue debolezze.

Diciamo che nella storia, molto complicata, si sono presentate più occasioni per trovare un accordo. E diciamo che questo accordo è sempre stato più vantaggioso per la parte che per diverse ragioni e circostanze si è ritrovata ad essere allo stesso tempo, la più perseguitata nei secoli, ma la più forte a reagire per non essere annientata.

In conclusione, se il più forte, che combatte per gli stessi diritti dell’opponente, a vittoria conquistata presenta un compromesso o un accordo allo sconfitto che, pur non essendo il migliore degli accordi, non lede i diritti dell’uomo e promette una pacifica convivenza, perché non accettare da parte dello sconfitto mettendo da parte l’orgoglio?!

Così non è avvenuto, e fin quando non avverrà, si combatterà finché non ne resterà soltanto uno o nessuno!

La questione Israelo-Palestinese

Un’ennesima feroce guerra si è innescata nella martoriata terra di Israele e Palestina.

Guardo le Notizie in TV e non posso non commentare le terribili atrocità che da una parte e dall’altra stanno colpendo la martoriata terra di Palestina diventata casa di due popoli, Israeliano-Palestinese, e le terribili sofferenze che stanno subendo cittadini inermi, su tutti donne e bambini. Sentire Madri e Padri in lacrime pregare e preferire che i propri figli muoiano anziché subire atrocità fa male al cuore. Non si può restare indifferenti, non si può non soffrire. E’ lo stesso dolore provato ogni volta che la mia agiata vita viene scossa da notizie del genere. Lo è stato per la Siria, per l’Afghanistan, per l’Ucraina, e per tutte le altre situazioni troppo lunghe da elencare. Tutti i popoli dovrebbero con fermezza condannare le violenze indiscriminate, siano esse perpetrate da atti terroristici ovvero da azioni di rappresaglia di stato indiscriminati, come quella di privare le popolazioni dei beni di primaria necessità. In questa situazione non ci sono ragioni che possano giustificare quanto sta accadendo. Credo che ognuno possa avere la possibilità di scegliere dove vivere e non credo al diritto/imposizione ad essere a tutti costi Stato dove stato non c’era. Spero che tutta questa pazzia possa finire il prima possibile. Invito ciascuno a prendersi un momento per pregare, sperare, e pensare intensamente per attrarre nelle nostre e di quelle altrui vite, pace e concordia!

PATRIA

Me lo chiedo spesso.
Patria, che vuol dire?! La mia Patria è più importante delle altre?! La Bandiera e la Patria non sono simboli di divisione?! Ma anche di appartenenza.

Io la penso come questo scritto di Oriana Fallaci:

“Patria, che vuol dire patria? La patria di chi? La patria degli schiavi e dei cittadini che possedevan gli schiavi? La patria di Meleto o la patria di Socrate messo a morte con le leggi della patria?

La patria degli ateniesi o la patria degli spartani che parlavano la stessa lingua degli ateniesi però si squartavano tra loro come molti secoli dopo avrebbero fatto i fiorentini e i senesi, i veneziani e i genovesi, i fascisti e gli antifascisti?

È da quando ho imparato a leggere che mi si parla di patria: amor patrio, orgoglio patrio, patria bandiera. E ancora non ho capito cosa vuol dire.

Anche Mussolini parlava di patria, anche i repubblichini che nel marzo del ’44 arrestarono mio padre e fracassandolo di botte gli gridavano se-non-confessi-domattina-ti-fuciliamo-al-Parterre. Anche Hitler. Anche Vittorio Emanuele III e Badoglio. Era patria la loro o la mia?

E per i francesi la patria qual è? Quella di De Gaulle o quella di Pétain? E per i russi del ’17 qual era? Quella di Lenin o quella dello zar? Io ne ho abbastanza di questa parola in nome della quale si scanna e si muore.

La mia patria è il mondo e non mi riconosco nei costumi e nella lingua e nei confini dentro cui il caso mi ha fatto nascere. Confini che cambiano a seconda di chi vince o chi perde come in Istria dove fino a ieri la patria si chiamava Italia sicché bisognava uccidere ed essere uccisi per l’Italia ma ora si chiama Iugoslavia sicché bisogna uccidere ed essere uccisi per la Iugoslavia.

Invece di darci il tema sul concetto di questa patria che cambia come le stagioni, perché non ci date un tema sul concetto di libertà. La libertà non cambia a seconda di chi vince e chi perde. E tutti sanno cosa vuol dire.

Vuol dire dignità, rispetto di sé stessi e degli altri, rifiuto dell’oppressione. Ce l’hanno ricordato le creature che sono morte in carcere, sotto le torture, nei campi di sterminio, dinnanzi ai plotoni di esecuzione gridando viva la libertà, non viva la patria…”.

Successe un finimondo. Alcuni dei professori che componevano la commissione esaminatrice sostenevano che ero pazza e immatura, altri che ero savia e insolitamente matura. Vinsero i secondi e mi dettero dieci meno.

Oriana Fallaci

IL MIO ESSERE SOLITARIO

“La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia; nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con gli altri.”

Covid19, Vaccino, Tampone, Green-pass: Facciamo chiarezza!

Servirebbe un’operazione trasparenza in materia di covid, vaccini, tamponi e green-pass.

Molti cittadini non sono contrari al green-pass ma non vogliono essere presi in giro.

Gli Italiani over 12 che hanno scelto liberamente di vaccinarsi sono l’83%.

Il 17% di coloro che hanno legittimamente scelto di non vaccinarsi, il vaccino ricordo non è obbligatorio, sono quindi 8 milioni, di cui circa 5,5 milioni in età compresa tra i 19 e i 64 anni e quindi in età lavorativa.

A questi ultimi il Governo ha deciso di rendere vita dura introducendo il green-pass obbligatorio per poter lavorare, spiegando che in questo modo si eviterebbe che i non vaccinati (spesso a torto e generalizzatamene definiti untori) possano diffondere la propagazione del virus senza controllo.

Niente è esattamente così!

Il Green-pass è un lascia passare sanitario che può essere ottenuto attraverso due strumenti distinti e l’uno può escludere l’altro:

– Vaccinazione anti-covid in corso di validità, ovvero

– Tampone molecolare valido 48 ore

Bene, i sopracitati strumenti hanno un’utilità e scopi diversi. Sarebbe più saggio obbligare entrambi per ottenere il green-pass, ovvero basterebbe effettuare periodicamente il solo tampone molecolare.

Il Vaccino è un’altra cosa, utilissimo e salva vita, ed andrebbe trattato a parte e con più enfasi.

Facciamo ordine:

– Vaccino: Il Vaccino protegge l’individuo dalla forma grave del virus ed ha un’altissima efficacia per evitare le ospedalizzazioni nel caso si fosse infettati dal virus. Non ripara dall’essere contagiati e non garantisce che il vaccinato, se contagiato, possa contagiare altri.

– Tampone: Il Tampone è uno strumento utilizzato per la tracciabilità dei contagi. Il Tampone ci fornisce una unica informazione, o l’individuo è in un dato momento negativo e quindi né malato né contagioso ovvero, in caso di positività, il contrario.

Per quanto sopra, il Green-pass esercita un controllo attivo soltanto sui non-vaccinati ma non evita che possa accedere la situazione in cui un vaccinato contagiato asintomatico possa recarsi a lavoro e contagiare gli altri tra cui il non vaccinato che potrebbe finire in ospedale nonostante tutto.

Come si dice a Napoli “curnuto e mazziato”.

Allora si capisce perchè molti di questi no-pass manifestino contro il green-pass per il lavoro, ha una logica e non si possono biasimare. Senza parlare delle altre contraddizioni del tipo, sui mezzi pubblici no ma a lavoro si… che dire!

La mia proposta sarebbe quindi quella di sollevare l’obbligatorietà del green-pass dal posto di lavoro, oppure al contrario, se si vuole mantenerlo obbligatorio, subordinato al solo tampone periodico per tutti, vaccinati e non.

Dite che ne vale la pena!?

Il Vaccino merita una trattazione a parte ed una narrativa rivolta esclusivamente a far capire che serve a salvarti la vita e non ad arrestare il virus perchè, ad oggi, così non è!

Allora cosa fare con i no-vax se non si decide sull’obbligatorietà del vaccino?!

Francamente non lo so, se non si vuole rendere obbligatorio il vaccino bisogna stare molto attenti a non discriminare.

Ciò che si biasima ai no-vax è che se oggi possiamo vivere una nuova normalità è grazie ai vaccinati e che chi non si vaccina mette seriamente a rischio la tenuta del sistema sanitario nazionale e la cura di altre patologie a discapito di chi ha deciso di vaccinarsi.

Non so se è costituzionalmente ammissibile ma si potrebbe proporre che al fine di non limitare la libertà di nessuno e di non gravare sul sistema sanitario nazionale pur esercitando una libertà di non voler vaccinarsi nonostante il parere contrario da parte del sistema sanitario pubblico, di far firmare una informativa a coloro che decidono di non vaccinarsi di dover stipulare obbligatoriamente una polizza assicurativa anti-covid (da poter dedurre dalle dichiarazione dei redditi) che possa sostenere le spese del servizio sanitario nazionale in caso di ricovero da covid.

Prima o poi di questo 17% non vaccinato, chi probabilmente si contagerà e chi deciderà di vaccinarsi, nel giro di due anni potrebbe raggiungere l’immunizzazione insieme al restante 83% che continuerà a vaccinarsi.

Ovviamente, il Servizio Sanitario Nazionale ed i privati, sulla base di questo 17%, dovrebbero investire per prepararsi a poter curare i bisognosi in caso di ricovero, potenziando strutture, posti letto e cure domiciliari.

Spero la mia disamina possa essere utile per spunti pratici da poter adottare nel paese per il bene ed il rispetto di tutti.

Adriano Acanfora

Green-pass o non Green-pass, questo è il dilemma!

Ci ritorno su!

Ho attentamente ascoltato le opinioni degli esperti, condiviso le ragioni degli uni e degli altri e devo dire che non capisco questa perseveranza da parte del Governo di tenere obbligatorio l’utilizzo del Green-pass per andare a lavoro.

Si rischia seriamente una “guerra civile” con una minoranza che ha legittimamente deciso di non vaccinarsi.

Le ragioni sono di carattere, costituzionale, logico e pratico.

Il lavoro è un diritto costituzionale. Nel caso specifico il Green-pass discrimina tra chi è vaccinato e chi non lo è. Chi è vaccinato può non essere soggetto a tracciamento e racarsi a lavoro senza sostenere spese. Chi non è vaccinato può recarsi a lavoro solo se periodicamente tracciato ed a proprie spese.

Per limitare la circolazione del virus, le ragioni del Green-pass non tengono. Questo infatti, per come è strutturato, consente a chi lo ottiene per vaccinazione, di potersi infettare e far circolare liberamente il virus che quindi contiuerà a diffondersi.

Sotto l’aspetto pratico, con il Green-pass gli unici a rischiare di infettarsi sul posto di lavoro sono proprio i non vaccinati. Quindi il Green-pass non ha alcun effetto preventivo per salvaguardare chi è a rischio di ospedalizzazione.

Il tampone permette il tracciamento per monitorare la circolazione e dunque limitare la diffusione del virus.

Il Vaccino previene l’individuo dagli effetti gravi del virus.

Il Green-pass serve a rendere la vita difficile ai non vaccinati.

A voi le deduzioni!

CHE NE SARA’ DI NOI?!

In questo periodo storico, sento forte la sensazione che per la prima volta nella storia dell’umanità, i nostri figli non riusciranno a fare meglio dei propri genitori, dei nonni e di chi li ha preceduti. Le speranze, i sogni, e le certezze di poter riuscire a migliorare la proria esistenza, per i ragazzi di oggi sono solo un racconto del passato e utopistico. Tutto è già stato consumato! Il mondo è già stato interamente colonizzato, l’economia globalizzata, il lavoro e la mano d’opera inflazionate. Ci sarà soltanto spazio per gli iper-competenti, geni specializzati nelle materie che serviranno ad affrontare le sfide del futuro come le esplorazioni spaziali, la bio-ingegneria, la genetica, la robotica e la ricerca di fonti di energia alternative. E’ già guerra tra i poveri mentre i ricchi, diventano sempre più riccchi e da soli possiedono più del 90% della ricchezza economica mondiale. Nei paesi più industrializzati l’aspettativa di vita aumenta e le nascite diminuiscono, si lavora per più anni mentre si riducono le possibilità del turn-over e tra qualche tempo non si saprà più come sostenre il sistema del welfare, di chi esce dal mondo del lavoro e di chi invece nel mondo del lavoro avrà difficoltà ad entrare. Pandemie sempre più frequenti, eventi naturali estremi, inquinamento, sovrappopolamento delle popolazioni sottosviluppate, fenomeni migratori di massa, accaparramento delle risorse, sono alcune delle sfide di domani e saranno le cause di molte guerre del futuro. Servirà quindi un nuovo ordine mondiale, una nuova organizzazione sociale, un Unione Economica e Monetaria Globale, con istituzioni trnsanazionali di legislazione. Controllo della crescita demografica, ridistribuzione della ricchezza, pensando ad un reddito di esistenza, de-automazione, per aumentare le possibilità di lavoro, riconversione industriale e nuove fonti di energia rinnovabile per cercare di invertire sugli effetti del cambiamento climatico in atto. Non lasceremo indietro nessuno o ne resterà solo uno… di razza?!

ITALIA – Paese ostaggio della dottrina e dell’esempio della furbizia!

L’italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.”Giuseppe Prezzolini // Gilbert Garcin

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