Covid19, Vaccino, Tampone, Green-pass: Facciamo chiarezza!

Servirebbe un’operazione trasparenza in materia di covid, vaccini, tamponi e green-pass.

Molti cittadini non sono contrari al green-pass ma non vogliono essere presi in giro.

Gli Italiani over 12 che hanno scelto liberamente di vaccinarsi sono l’83%.

Il 17% di coloro che hanno legittimamente scelto di non vaccinarsi, il vaccino ricordo non è obbligatorio, sono quindi 8 milioni, di cui circa 5,5 milioni in età compresa tra i 19 e i 64 anni e quindi in età lavorativa.

A questi ultimi il Governo ha deciso di rendere vita dura introducendo il green-pass obbligatorio per poter lavorare, spiegando che in questo modo si eviterebbe che i non vaccinati (spesso a torto e generalizzatamene definiti untori) possano diffondere la propagazione del virus senza controllo.

Niente è esattamente così!

Il Green-pass è un lascia passare sanitario che può essere ottenuto attraverso due strumenti distinti e l’uno può escludere l’altro:

– Vaccinazione anti-covid in corso di validità, ovvero

– Tampone molecolare valido 48 ore

Bene, i sopracitati strumenti hanno un’utilità e scopi diversi. Sarebbe più saggio obbligare entrambi per ottenere il green-pass, ovvero basterebbe effettuare periodicamente il solo tampone molecolare.

Il Vaccino è un’altra cosa, utilissimo e salva vita, ed andrebbe trattato a parte e con più enfasi.

Facciamo ordine:

– Vaccino: Il Vaccino protegge l’individuo dalla forma grave del virus ed ha un’altissima efficacia per evitare le ospedalizzazioni nel caso si fosse infettati dal virus. Non ripara dall’essere contagiati e non garantisce che il vaccinato, se contagiato, possa contagiare altri.

– Tampone: Il Tampone è uno strumento utilizzato per la tracciabilità dei contagi. Il Tampone ci fornisce una unica informazione, o l’individuo è in un dato momento negativo e quindi né malato né contagioso ovvero, in caso di positività, il contrario.

Per quanto sopra, il Green-pass esercita un controllo attivo soltanto sui non-vaccinati ma non evita che possa accedere la situazione in cui un vaccinato contagiato asintomatico possa recarsi a lavoro e contagiare gli altri tra cui il non vaccinato che potrebbe finire in ospedale nonostante tutto.

Come si dice a Napoli “curnuto e mazziato”.

Allora si capisce perchè molti di questi no-pass manifestino contro il green-pass per il lavoro, ha una logica e non si possono biasimare. Senza parlare delle altre contraddizioni del tipo, sui mezzi pubblici no ma a lavoro si… che dire!

La mia proposta sarebbe quindi quella di sollevare l’obbligatorietà del green-pass dal posto di lavoro, oppure al contrario, se si vuole mantenerlo obbligatorio, subordinato al solo tampone periodico per tutti, vaccinati e non.

Dite che ne vale la pena!?

Il Vaccino merita una trattazione a parte ed una narrativa rivolta esclusivamente a far capire che serve a salvarti la vita e non ad arrestare il virus perchè, ad oggi, così non è!

Allora cosa fare con i no-vax se non si decide sull’obbligatorietà del vaccino?!

Francamente non lo so, se non si vuole rendere obbligatorio il vaccino bisogna stare molto attenti a non discriminare.

Ciò che si biasima ai no-vax è che se oggi possiamo vivere una nuova normalità è grazie ai vaccinati e che chi non si vaccina mette seriamente a rischio la tenuta del sistema sanitario nazionale e la cura di altre patologie a discapito di chi ha deciso di vaccinarsi.

Non so se è costituzionalmente ammissibile ma si potrebbe proporre che al fine di non limitare la libertà di nessuno e di non gravare sul sistema sanitario nazionale pur esercitando una libertà di non voler vaccinarsi nonostante il parere contrario da parte del sistema sanitario pubblico, di far firmare una informativa a coloro che decidono di non vaccinarsi di dover stipulare obbligatoriamente una polizza assicurativa anti-covid (da poter dedurre dalle dichiarazione dei redditi) che possa sostenere le spese del servizio sanitario nazionale in caso di ricovero da covid.

Prima o poi di questo 17% non vaccinato, chi probabilmente si contagerà e chi deciderà di vaccinarsi, nel giro di due anni potrebbe raggiungere l’immunizzazione insieme al restante 83% che continuerà a vaccinarsi.

Ovviamente, il Servizio Sanitario Nazionale ed i privati, sulla base di questo 17%, dovrebbero investire per prepararsi a poter curare i bisognosi in caso di ricovero, potenziando strutture, posti letto e cure domiciliari.

Spero la mia disamina possa essere utile per spunti pratici da poter adottare nel paese per il bene ed il rispetto di tutti.

Adriano Acanfora

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